BODY PARK JUDO CUS BERGAMO ASD

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Judolandia 15: una conferma di qualità!

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La quindicesima edizione di Judolandia, manifestazione giovanile organizzata dal Body Park Judo
CUS Bergamo e che ha visto la partecipazione di 200 bambini e ragazzi, si è confermata ancora una volta (oserei dire per la…quindicesima volta!) un successo in termini organizzativi.
Ciò avvalora la tesi dei dirigenti Body Park, che sostengono da sempre che “volere è potere” e che con una attenta programmazione, con un team affiatato ed affidabile e con buone idee, è senz’altro possibile organizzare eventi che permettano alle famiglie di godersi una mattinata di sport con i figli e magari nel pomeriggio riuscire a fare ancora qualcosa insieme. Chi ha partecipato alla manifestazione si è detto entusiasta del livello della logistica, dei premi, del corollario extra tecnico (area creativa, la presenza del conduttore Francesco Brighenti).
I cinque tatami funzionanti certamente permettono di far ruotare agevolmente le poule e i bambini possono passare soprattutto una mattinata all’insegna della “attività motoria” tout court, in quanto al termine dell’impegno judoistico (i ter incontri di poule) vi è una buona mezzora di divertimento con giochi, staffette, percorsi che riempiono la mattinata e soprattutto “ottimizzano” le due – tre ore in cui si sviluppa la manifestazione, nelle quali i partecipanti vivono in modo attivo (senza lunghi tempi di attesa) il 50 – 60 % del tempo previsto.
Anche quest’anno graditissimi ospiti la Polisportiva Besanese, il Ronin Monza, il Judo Ryu Bergamo, la Coral Bergamo, la Calusco Sn No Sen, il Judo Club Arluno e le scuole affiliate all’Associazione, quali Sacra Famiglia Comonte e Martinengo, la scuola di Pedrengo e il Centro Ananda di Bergamo.
Anche quest’anno molta attenzione ad iniziative volte ad innalzare il livello di qualità: tutti gli incontri sono stati filmati e ogni singolo atleta ha potuto acquistare (con proventi devoluti ad iniziative sociali) una chiavetta con tutti gli incontri della propria poule e la premiazione. Un grande lavoro che vede alla regia il nostro tecnico Paolo Vecchi. I ringraziamenti vanno a tutto lo staff, a partire dal Presidente, che si occupa da sempre di coordinare la mattinata, a Fernando Vranic, che con una crescente attenzione, anno dopo anno, ha messo a punto un sistema che, appunto, permette agli atleti di fare sport e non di essere spettatori per gran parte del tempo e a tutti coloro che dedicano il proprio tempo per offrire un servizio al top.
E ora aspettiamo Judolandia 16: al prossimo anno!

Trofeo della resistenza a Paderno Dugnano: organizzazione disastrosa!

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Ora tutti hanno capito il perchè del nome “Trofeo della Resistenza”. Si riferisce al fatto che una volta giunti in sede di gara, bisogna “resistere” fino alla chiamata per il primo incontro e per molti è passata l’intera giornata. Un senior pesatosi alle 13.30 ha effettuato il primo incontro alle 19.30! Sei ore di attesa sono davvero troppe, perderebbe la calma anche un monaco Zen di fronte ad un’organizzazione come quella che ci ha regalato ieri la Polisportiva Timanada sez.
Judo e non giova a nessuno pensare che ” tanto le gare di judo sono sempre così “; non fa bene al judo, ai ragazzi e alle famiglie che li seguono, agli stessi tecnici e operatori, che non possono sempre archiviare con un “andrà meglio la prossima volta” la giornata gettata alle ortiche.
Non c’è stato rispetto di quanto scritto in circolare e non c’è stato soprattutto il rispetto dovuto a chi è partito da casa per partecipare ad un evento sportivo o accompagnare i propri atleti. Ancora una volta una giornata amara per tutto il nostro movimento… Per la cronaca, Body Park ha partecipato con 10 atleti: i quattro ragazzi hanno ben figurato con un oro conquistato da Paolo Corna con tre incontri vinti, un argento per Mattia Torriani (due vinti e uno perso) e due belle prestazioni da parte di Davide Cortinovis (due vittorie e due sconfitte) e Telemaco Terzi (1 vinto e tre persi) che a dispetto dello score negativo, ha fatto vedere un judo molto pulito e maturo, poco usuale in un ragazzo così giovane.
Tra gli agonisti da segnalare la bella prova di Giovanni Tosti (60 kg), vincitore di categoria con tre vittorie un po’ sofferte, ma che lo hanno visto resistere a denti stretti per portare a casa il successo. Bene anche Romeo Odajiu, che rompe il ghiaccio a 55 kg esordienti e conquista il bronzo con una vittoria e una sconfitta, disputando una gara determinata. Bronzo anche per Massimiliano Maino a 50 kg. Massimiliano vince bene il primo match per osaekomi, viene sconfitto senza appello con un bell’uchimata da da manuale, ma si rifà per il bronzo con un ippon molto rapido.
Tra le ragazze due esordienti B, che escono sconfitte da tutti gli incontri nonostante la grinta dimostrata: tre incontri per Alice magoni a 48 kg e due incontri per Nisrine Nzihi a 44 kg. Infine da segnalare l’esordio dello juniores Christopher Sala che gareggia a 90 kg con i seniores e si accolla il bronzo dopo un intero pomeriggio d’attesa e comunque una vittoria per lui, insieme a due sconfitte.

Festival del Judo: poche presenze, ma tanta allegria!

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Dalmine ha ospitato la seconda edizione del Festival del Judo che quest’anno vede dimezzate le presenze rispetto allo scorso anno (circa 20 i partecipanti), che si sono destreggiati in giochi motori e di lotta, percorso atletico, randori in diverse forme, randori arbitrato e buffet finale.
I judoisti presenti hanno partecipato con vivo interesse e passione all’evento, cogliendone lo spirito di scambio e conoscenza con altri. Bene la parte iniziale che ha sciolto il clima relazionale, buona prosecuzione con il percorso ad ostacoli in parallelo e la parte dedicata al randori. Sperimentazione riuscita del randori autoarbitrato, che ha visto alternarsi i judoisti nel ruolo di combattenti, arbitri, cronometristi, giudici. Esperienza interessante soprattutto per chi era alle prime armi con il ruolo di arbitro. Come si diceva poche presenze che hanno reso il pomeriggio sicuramente di agevole gestione, anche se solitamente Body Park è abituato a ben altri numeri. Ci si rifarà in un’altra occasione!
Un ringraziamento va senz’altro a tutti coloro che hanno dato il proprio contributo per la riuscita della manifestazione.

Body Park ancora insieme a Skorpion Pordenone per ” primavera giovani” a Lignano

Anche Lignano 2013 va archiviato positivamente per i 38 giovani presenti nella tre giorni friulana, accompagnati dagli insegnanti Giulia, Davide, Massimiliano ed Emilio.
L’ottimo livello dello staff tecnico, composto dal giapponese Tsunoda e dai nostrani Francesco Bruyere, Riccardo Caldarelli e Lorenzo Bagnoli, ha molto soddisfatto tutti i presenti, che hanno allenato posizione ed equilibrio come base di applicazione di alcuni ashi waza. Lavoro che è stato proposto sia da Go Tsunoda che da Riccardo Caldarelli per i più giovani, mentre gli agonisti erano impegnati sul fronte della tattica di gara, con Francesco Bruyere ottimo coach. I soci Body Park seguiti con la solita attenzione dai tecnici dell’associazione, hanno raccolto i complimenti di Go Tsunoda per la loro capacità di stare sul tatami con attenzione e impegno. Gli agonisti hanno potuto effettuare molto randori con i 200 atleti presenti nei giorni di stage.

Giornata storta per il Body Park tra assoluti e gran prix

Il 24 marzo 2013 non è una data che rimarrà impressa negli annali della storia del Body Park: i 7 atleti che hanno preso parte alle gare in programma tra mattina e pomeriggio-sera, hanno subito una battuta d’arresto quasi immediata dai propri avversari e anche tra i ripescati non c’è stata quella reazione che ci saremmo aspettati. Ma tant’è, questo è il judo. Grandi attese e poche soddisfazioni, almeno a questo giro. Sicuramente i ragazzi sapranno rifarsi alla prossima occasione. Aggiusteremo tutti il tiro!

Tra coloro che hanno fatto più strada districandosi tra le insidie della propria poule e dei ripescaggi, da segnalare Massimiliano Maino, che a 50 kg ha vinto bene con Colombo e Spazzi, ma ha dovuto arrendersi in semifinale al besanese Viganò (poi vincitore della categoria) e nella finale per il bronzo con il torinese Fabbro. La prestazione, pur confortata dal quinto posto, mette in luce lacune legate soprattutto alle capacità di scelta nelle fasi preliminari (kumi kata) e di pressione dell’avversario. Questo è il punto da cui ripartire un po’ per tutti i giovani atleti. Anche Alice Magoni (52 kg) è quinta con tre incontri disputati: vince il primo con un buon ko uchi gari su Clerici, ma Sapuppo la ferma prima del limite e nel recupero anche la cremonese Bernardoni ci mette lo zampino per far sfumare il sogno di medaglia. Nisrine Nzihi (44 kg) non riesce invece ad avere la meglio sulle due avversarie. Bloccata rapidamente da Sapia (Akiyama), deve arrendersi anche nei recuperi, seppur con maggior combattività e determinazione.
A 45 kg va subito fuori un Luca Nigro che in questa stagione fa fatica a trovare il passo giusto. E’ Gianera che in questa occasione lo ferma e purtroppo non lo recupera. Forza Luca! Senz’altro le cose si sistemeranno con il tempo dedicato agli allenamenti e con la caparbietà.
A 55 kg infine un Romeo Odajiu oltremodo emozionato perde sia da Serafini che nell’incontro di recupero, con avversari alla sua portata. Romeo, dotato di carattere e qualità fisiche che usciranno senz’altro fra qualche tempo, deve vincere prima con sè stesso e i propri dubbi poi, conscio dei suoi mezzi, affronterà chiunque con maggiore sicurezza.

Tra i cadetti, unico iscritto al Gran Prix, Giovanni Tosti che tenta la sorte a 66 kg, ma impatta nei muri di Redaelli prima e di Bolzanini nei recuperi. E’ troppo regalare sia chili che anni ai propri avversari!