BODY PARK JUDO CUS BERGAMO ASD

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Turin Cup: Alice Noris medaglia di bronzo a 57 kg. Bronzo anche per Alessandro Mandotti negli oltre. Quinto posto per Andrea Biffi.

Impegnativa trasferta in Piemonte per la squadra gialloblu del Body Park Judo CUS Bergamo, che nella prima giornata trova un meritato bronzo tra le cadette con Alice Noris, ancora sul podio a ricevere uno dei due bronzi a 57 kg. Noris vince con Susanna Montiglio (J.C. Casale) con un bell’ippon di uchi mata.

Con la stessa tecnica però marca wazaari Ottavia Musso (Pol. Astigiana) nella semifinale persa e che devia Noris alla finale per il bronzo, dove la bergamasca si impone su Giada Caparelli (Judo Corsaro) per wazaari di o goshi e successiva immobilizzazione. Fatica invece a ritrovare smalto il pur bravo Andrea Biffi a 50 kg cadetti: il ragazzo di Nembro vince con Marco Gamba di Cuneo per ippon di seoi nage, ma poi la luce si spegne e nei successivi incontri viene sconfitto da Tristan Colin (Durans sport de comba) per ippon di tai otoshi e nella finale per il bronzo è Emanuele Belcastro dell’Accademia Santena a prevalere per immobilizzazione.

Nel pomeriggio hanno combattuto le cinture marroni alla ricerca di punti per il passaggio di grado: Manuel Bazzana a 66 kg si trova subito davanti il russo poi vincitore di categoria Igor Amazaspyan, che vince per ippon di harai makikomi. Nei recuperi vince con Marco Giordano (Engym Sport) portandolo al suolo con un seoi nage (wazaari) per poi bloccarlo a terra. Nel successivo incontro di recupero è Marco Verrone (ASD Centro) a immobilizzare Manuel e chiudergli la corsa alla medaglia. A 73 kg Lorenzo Turino perde il primo e unico incontro di giornata con il francese Dorian Rossat (Olimpyque Judo) per ippon di tai otoshi.

Nella stessa categoria Armando Monforte vince il primo match con Edoardo Ciaccia per doppio wazaari. Perde il successivo incontro con il francese Crombez per ippon di tomoe nage e il recupero con Luca Lo Porto per ippon di seoi nage. Tra gli 81 kg le cose non vanno meglio per Mattia Balestra: perde entrambi gli incontri, il primo con Davide Viola del Sinergy Lodi e il secondo con Matteo Pirotta della Robur et Fides Varese. Infine da segnalare il bronzo di Alessandro Mandotti nei + 100 kg: girone all’italiana per Mandotti e i suoi tre avversari di giornata che la spuntano sul bergamasco. Turini vince per ippon di seoi, Mhamdi si impone con harai makikomi così come Lanaro.

Judolandia XXI: la versione “aperta” vince e convince i 350 giovani partecipanti (e le loro famiglie)

La 21^ edizione di Judolandia, svoltasi al PalaLovato di Gorle domenica 17 marzo, per la prima volta prevedeva la possibilità di adesione “libera” da parte di tutte le società della Lombardia e e anche da fuori regione. Questo punto ha messo in discussione Body Park Judo CUS Bergamo, che ha voluto raccogliere la sfida di aumentare la quantità, senza abbassare la qualità dell’evento. Obiettivo raggiunto appieno e direi addirittura superato rispetto alle scorse edizioni, proprio per la meticolosa attenzione che Fernando Vranic ha posto nel gestire la fase organizzativa nei minimi particolari.

Il colpo d’occhio dal parterre era insolito, rispetto alle manifestazioni a cui si è abituati a partecipare: genitori silenziosi che dagli spalti seguivano attenti e senza “foga agonistica” gli incontri, coach disciplinati e bordo tatami, che osservavano, ma non commentavano i match dei loro giovani allievi, decine di volontari preparati ad accogliere, arbitrare, animare e risolvere eventuali problemi. E se si saliva in tribuna, pur cambiando la prospettiva non cambiava il risultato: i genitori hanno visto armonia, divertimento, passione, professionalità.

In cosa si è tradotto tutto ciò? Bambini felici di aver svolto un’attività divertente tra judo e giochi senza troppe attese, genitori e insegnanti che sapevano a che ora arrivano e a che ora sarebbero usciti dal palazzetto, allievi gratificati da un bel premio, una luccicante coppa da tenere sul comodino.

  

Vi pare poco? Moltiplicate una manifestazione come Judolandia per cinque, sei, dieci manifestazioni in un anno, con la stessa formula: organizzazione, puntualità, rispetto. Quanto ne gioverebbe la nostra arte marziale?

Naturalmente per organizzare un evento come questo e mantenerne intatta la qualità sono necessari requisiti fondamentali: un luogo adeguato, un numero importante di collaboratori preparati, un calcolo preventivo dei tempi (si può fare!) rispetto alla quantità di iscritti e alla capienza dei tatami e del palazzetto. Per organizzare un evento in cui altri sono coinvolti, non ci vuole maestria, ma empatia. Chiedersi sempre: se io fossi l’atleta-bambino cosa vorrei? Se fossi il genitore cosa vorrei? Se fossi l’insegnante cosa vorrei?

Judolandia 2019 deve dunque ringraziare la Commissione Eventi del Body Park, composta da Fernando Vranic, Linda Zampoleri, Arturo Teramo, Gabriele Dolci, Francesco Zanchi, Lisa Personeni, Renato Daprà e Stefano Zanoletti per l’importante lavoro di raccordo iniziato due mesi prima e tutti i volontari che si sono messi a disposizione per preparare al meglio l’evento: una sessantina di ragazzi, atleti, genitori, simpatizzanti che credono nell’idea e la supportano alla grande mettendoci il loro tempo.

Un grazie va a Francesco Brighenti che ogni anno intrattiene con la sua simpatia il pubblico e al presidente della Polisportiva Gorle, Renato Fabretti, presente con il vicesindaco cittadino Carla Cordioli, che hanno premiato alcuni dei bambini presenti. Un grosso contributo lo ha dato il Panificio Tresoldi di Città Alta, che ha fornito a tutti i partecipanti (volontari e iscritti) una merenda per alleviare appetito e fatiche. Grazie anche a Forza & Costanza e Judo Capelletti che hanno fornito una parte dei collaboratori, a Paolo Vecchi che ha filmato tutto il filmabile, per preparare un bel ricordo video e a Stefano Colombo che ha fatto 1200 fotografie girando come un matto tra spalti e parterre. Insomma, grazie, grazie a ancora grazie a tutti!

 

Finali tricolori cadetti 2019: 18° posto per Alex Carminati, 33° per Alice Noris

 

Queste finali cadetti e cadette , vanno sicuramente letti nel modo giusto per il sodalizio gialloblu, che ritrova un’Alice Noris nel posto che le spetta ossia tra le finaliste dei Campionati Italiani, ma in un momento in cui deve ancora acquisire quella fiducia nei propri mezzi, dopo il lungo stop che l’ha vista ai box per un anno circa.

La sua gara si ferma al primo incontro dei 52 kg (51 iscritte), dove trova la bolognese Alice Bertuzzi (Budokan Institute), che sconfigge Noris grazie ad un wazaari di seoi otoshi e successivamente, sempre dopo aver portato al suolo l’atleta orobica con un seoi otoshi sporco, la imbriglia e la chiude in osaekomi, fino all’awasete che chiude il match. Da quanto visto (gli incontri sono stati trasmessi in diretta streaming) è stata più l’emozione a frenare Noris, che non una maggiore preparazione dell’avversaria.

 

In futuro si dovrà lavorare per alzare l’autostima dell’atleta a livelli più alti, per non incappare in situazioni come quelle di domenica al PalaPellicone. Per quanto riguarda Alex Carminati, che ha gareggiato sabato 2 marzo, la situazione è opposta: Alex ha un grande potenziale, che deve imparare a gestire durante gli incontri, per non scoprirsi troppo agli attacchi degli avversari. Quattro gli incontri da lui disputati per un 18° posto finale su 89 iscritti sicuramente lusinghiero e che può dare la carica per crederci ancora di più! Primo incontro con Ivano De Felice (Kodokan Jigoro Kano Potenza) e subito vittoria per ippon grazie ad un repentino juji gatame ad inizio match.

Nel secondo incontro perde con Paolo Faccio del Kumiai Torino, poi medaglia di bronzo al termine della gara. Nonostante la determinazione, Alex subisce un wazaari per un reverse seoi, bissato allo scadere dell’incontro da unippon di seoi otoshi. Nel girone dei recuperi si scontra con Axel Andrijczuk del Shidokan Pordenone: sotto di wazaari per un rapido tai otoshi del friulano, Alex si impone grazie ad un bell’ippon di tomoe nage e scala la classifica trovandosi di fronte a Francesco Zanghi del Fitness Club Nuova Florida, che in un passaggio a terra riesce a chiudere in sankaku Carminati, finendo l’azione con uno strangolamento.

Accompagnatore della due giorni romana il tecnico Fernando Vranic. Per la cronaca tutta la Lombardia non ha brillato, se si eccettuano la medaglia d’argento e le due di bronzo conquistate da Comerzan nei 60 kg, da Iamundo nei 50 kg e da Christian Sagunti nei 90 kg.

Andrea Biffi grande argento al Torneo Internazionale di Vittorio Veneto

L’unico atleta a rappresentare Body Park al Torneo Internazionale di Vittorio Veneto, domenica 23 febbraio è stato Andrea Biffi. Reduce da un’amara gara di qualificazione ai campionati italiani cadetti (secondo, ma non qualificato), Andrea aveva voglia di riscattarsi subito, per cancellare la delusione, ma soprattutto per dimostrare a sé stesso che si è trattato di un incidente e nulla più.

Iscritto a 50 kg cadetti, in un raggruppamento di dodici atleti, fa il re e se la deve vedere al primo incontro con lo svizzero Paul Strassle (St. Gallen), che in precedenza ha passato il turno battendo il ceranese Matteo Morlino. Andrea concede poco all’avversario e con un bel passaggio al suolo lo strangola, chiudendo anzitempo il match. In semifinale si ritrova il torinese Tommaso Viadenati (Akiyama), nei quarti vittorioso sull’ukraino Stelmakh.

Biffi parte forte, conoscendo le qualità degli atleti di Toniolo e lancia con una tecnica Viadenati, ma senza ottenere il meritato wazaari. Ci riprova allora a terra, entra nella guardia del piemontese e con un perfetto shime waza costringe alla resa l’avversario. Finale tutta lombarda tra il varesino Angelo Pessina e l’orobico. Prevale Pessina, che marca un wazaari e successivamente immobilizza Andrea, che con grande determinazione cerca di uscire fino all’ultimo dall’osaekomi, senza successo.

Una bella prova, che conferma le qualità di Biffi e dispiace ancora di più non poterlo vedere in azione ai prossimi campionati italiani.
Tra gli atleti in gara anche Enrico Bergamelli (C.S. Carabinieri), che sabato 22 ha partecipato al torneo senior conquistando un pregevole argento, battuto in finale solamente da Walter Facente, suo compagno nella squadra dei Carabinieri.

Judolandia 21: attesa per il 17 marzo a Gorle la carica dei mini-samurai!

Il 17 marzo è alle porte e in quella data il PalaLovato di Gorle attende qualche centinaio di bambini, fanciulli e ragazzi provenienti da tutta la Lombardia e pronti a confrontarsi gioiosamente sul tatami. La manifestazione, quest’anno individuata dal CRL come una delle manifestazioni giovanili di interesse federale per quanto riguarda l’attività del settore e quindi promossa dallo stesso Comitato, manterrà la formula vincente della passate stagioni: randori in piedi e al suolo a seconda delle fasce d’età e giochi per tutti.

A collaborare con Body Park ci saranno la Forza & Costanza, Il Judo Club Capelletti e il Kodokan Cremona, così come avvenuto nella manifestazione di dicembre svoltasi a Brescia e organizzata da Forza & Costanza BS.

Per le iscrizioni, le società dovranno effettuare una semplice registrazione on line e inserire i dati richiesti. Entro il 12 marzo.
Ecco l’invito scaricabile. Vi aspettiamo!

Scarica il PDF: Invito società JUDOLANDIA 2019

Body Park due su tre: Alice Noris e Alex Carminati qualificati per i Campionati Italiani Under 18. Argento amaro per Andrea Biffi.

 

Tre atleti in gara sabato 16 febbraio in occasione della qualificazione ai campionati italiani cadetti, seguiti a bordo tatami da Mauro Pasta. Si puntava all’en plein di qualificati, ma purtroppo l’obiettivo non è stato centrato, pur con una gara, quella di Andrea Biffi a 50 kg, tutt’altro che opaca: Andrea batte nel match d’esordio Michele Sandrin (C.S. Giovanile) con un seoi nage valutato ippon. Nel secondo incontro prevale però Matteo Del Nero (C.J. Como) che piazza un wazaari non chiarissimo, ma sufficiente a portare a. casa l’incontro. Infine Andrea vince con il monzese Stefano Scala, battuto grazie a tre shido. Un secondo posto amaro, poiché solamente un atleta si qualificava per Roma.

E’ andata meglio agli altri due componenti della squadra gialloblu, a partire da Alice Noris (52 kg) che di fronte a Bianca Lanzarotti (Jigoro kano Milano) ribalta il verdetto, che la vedeva soccombere per un wazaari, grazie ad un ko uchi gari da ippon. Nel match n° 2 è Ambra Delai (Salò Benaco) a fare spazio all’orobica, che con un wazaari di ko uchi gari e un ippon di uchi mata chiude anzitempo l’incontro. Nella semifinale Alice non si fa intimorire da Alessandra Romeo del Judo Legnano e la chiude in osaekomi approdando così alla finale, con la qualificazione già in tasca. Forse anche per questo si rilassa e lascia il passo ad Elena Nellari (J.C. Samurai Lecco), che la batte per ippon. Un argento, come si diceva, che corona un primo obiettivo. Il prossimo ce lo diranno i tatami romani. Ultimo atleta a scendere sul tatami è Alex Carminati, genio e sregolatezza del team orobico, che se la deve vedere con circa trenta iscritti a 66 kg U18, non certo una passeggiata: Carminati esordisce battendo Alessandro Marsetti (J.C. Shentao) per tre shido, Nel secondo match viene fermato da Alberto Magnano (J.C. Samurai Lecco) per doppio wazaari, prima con un seoi nage e a seguire con un tani otoshi.

E’ però recuperato e inizia il girone con una vittoria su Simone Corbetta (Energy Mediglia), anche se sofferta: in svantaggio di wazaari, ribalta la situazione grazie ad un ko uchi gari da ippon. Quarto incontro ancora da oscar per Alex, che dopo aver marcato wazaari con yoko tomoe, chiude il match con un ippon di tani otoshi. Nel quinto incontro con Valentino Colaianni (Pol. Besanese), si impone grazie ad un wazaari sempre con un efficace ko uchi gari. Nella finale per il bronzo se la deve vedere con il forte Elia Salvetti del Judo Malegno. Pur perdendo match e medaglia, è comunque qualificato per la finale grazie a sei incontri ben disputati e grande carattere.

Mauro Pasta soddisfatto a metà: “siamo contenti per i due qualificati, ma potevano esserci tutti, visto il valore di Andrea Biffi, che solo lo scorso anno si era qualificato ed era al primo anno cadetto. Ma il judo è questo, non resta che guardare avanti e fare il tifo, in questa occasione, per Alice e Alex che hanno meritato ampiamente questa qualificazione”.

 

Massimiliano Maino e Mattia Balestra di bronzo a Gerenzano. Quinto posto per Alessio Pini

Buona trasferta quella di domenica 10 febbraio in quel di Gerenzano, per la 16^ edizione del Trofeo Internazionale “Città di Como”. Tre gli atleti iscritti: Massimiliano Maino, Alessio Pini e Mattia Balestra con la defezione all’ultimo minuto per influenza da parte di Giuseppe Pulcini. Manifestazione di buona qualità, con atleti provenienti da tutta Italia, che ha messo alla prova il team orobico.

Tra i senior cinture nere parte bene Alessio Pini (73 kg) che ha la meglio sul sardo Cau (Judo Torres): sotto di un wazaari dopo aver subito un gaeshi, riesce a trovare l’o soto gari giusto, giudicato ippon, che lo porta al secondo turno, dove incontra Leonardo Spazzi (Nippon Club). Anche in questo caso Pini chiude l’incontro prima del limite, grazie ad un bel kata guruma. In semifinale l’ostico Alessio Scotti del Judo Samurai Lecco marca wazaari di uchi mata e chiude il match con un bel de ashi barai, relegando Pini alla finale per il bronzo. Di fronte il lombardo La Spada (Ginn,. Paullese) che si impone sull’orobico grazie ad un kata guruma da ippon. Quinto posto per Alessio Pini, che ha comunque disputato una bella gara.

Tra gli juniores cinture nere conquista il bronzo Massimiliano Maino (81 kg), che dopo aver perso con Matteo Rovegno (Pro Recco) per doppio wazaari di sode tsurikomi goshi e ko uchi makikomi, si riprende nella finalina con Alberto Salucci (Accademia Torino), piazzando un wazaari di yoko tomoe e ippon di o soto gari. Bella prestazione con medaglia anche per l’altro juniores, Mattia Balestra, che tra le cinture marroni 81 kg disputa quattro incontri, portando a casa un meritato bronzo.

Perde in apertura con Andrea Fascinato (Isao Okano), che piazza un sasae da ippon, ma dai recuperi è un rullo compressore: perdono in sequenza Alessandro Ravera (Kurihara) lanciato in makikomi e immobilizzato, il ligure Mattia Zunino (Sharin Judo) proiettato con un gaeshi su attacco di seoi nage. e successivamente con un ko soto gake valutato ippon e infine Matteo Anzani (Robur et Fides Varese), proiettato e immobilizzato.

Nicola Pessina medaglia d’oro al 28° Trofeo di Judo Coral “Città di Capriate”. Bene tutta la squadra dei giovanissimi Body Park

Riflettori puntati su Nicola Pessina per quanto riguarda il gruppo agonisti che domenica 3 febbraio ha partecipato al Trofeo “Città di Capriate” giunto alla ventottesima edizione. L’atleta allenato da Mauro Pasta si è distinto a 66 kg esordienti B dove batte il primo avversario proiettandolo in ura nage per poi immobilizzarlo e nella finale si impone in pochi secondi con un ippon di ko soto gari.

Ma Body Park non si ferma alle gesta atletiche di Nicola e tra gli esordienti A annovera un ottimo argento conquistato da Luca Capelli, che infila tre vittorie consecutive a 45 kg: o goshi e immobilizzazione per vincere il primo match, osae komi nel secondo e un rapido de ashi barai nel terzo. In finale perde, subendo un gaeshi e successiva immobilizzazione.. Tra gli esordienti A si segnalano anche le prestazioni di Filippo Ortenzi a 36 kg con sconfitta senza recupero e di Diego Gritti a 40 kg che vince il primo incontro grazie ad un doppio wazaari (ko uchi makikomi e ko uchi gake) e perde il secondo per seoi otoshi e o uchi gari. Non viene recuperato.

Ma il palazzetto di Capriate ha aperto le porte fin dalle prime luci dell’alba ai tantissimi preagonisti che hanno animato la mattinata e che con la loro energia ed entusiasmo si sono confrontati con i loro coetanei. Per il Body Park in tutto erano iscritti venticinque piccoli allievi, che hanno ottenuto pregevoli risultati.

Conquistano infatti la medaglia d’oro Gabriele Colleoni (Ponte San Pietro), Alessandro Lochis, Viola Cadei, Giorgio Cantù (Gorle), Matilde e Leonardo Barbato (Città Alta), Nicola Panza (Almè), Luca Cavagna, Cecilia Gritti, Beatrice Baldrocco (Sotto il Monte). Si assicurano la medaglia d’argento Michelle Karol Galli e Raffaele Kevin Galli (Dalmine), Tancredi Tresoldi (Città Alta), Ruben Carrara (Albino), Alessia Gusminimastteo, (Almè), Amin Jaouahar, Alessando Bernini e Vincenzo Cucinotta (Gorle). Infine medaglia di bronzo per Roberto Plebani e Pietro Cestari (Seriate), Axel Perico (Amlè), Marco Bernini e Gioele Bonfanti (Gorle), Daniel Bonalumi e Aurora Corti (Sotto il Monte).

“Il genitore agonista”: proficuo incontro tra Panathlon, CUS e Body Park sul tema del fair play e dell’educazione all’agonismo

Il patto di collaborazione, stretto ad inizio stagione tra Body Park Judo CUS Bergamo e Panathlon, si è concretizzato domenica 20 gennaio presso la sala conferenze del CUS alla presenza di una ventina di genitori interessati ad approfondire la tematica legata all’agonismo e cosa comporti avere un figlio che intraprende questa strada.
Ospiti della mattinata la dott.ssa Giulia Ongaro, psicologa clinica e collaboratrice del Panathlon Bergamo, i genitori degli atleti di punta del Body Park Giovanni Tosti, quinto classificato ai tricolori juniores e in Coppa Italia nel 2018 e Enrico Bergamelli, campione Europeo U18 nel 2017 e ora facente parte del G.S. Carabinieri e Edoardo Genovesi, insegnante di Scienze Motorie, Maestro di Judo e Presidente dell’Associazione.

La dott.ssa Ongaro ha presentato il progetto del Panathlon, che oltre a Body Park, coinvolge diverse realtà sportive della provincia orobica, tra cui l’Atalanta B.C. e ha sottolineato nel suo intervento quanto il ruolo del genitore sia importante per supportare l’attività dei ragazzi e ragazze, che approcciano l’attività agonista a tutti i livelli, soprattutto per il rafforzamento dell’autostima dell’atleta. Il demandare all’allenatore o alla società ogni responsabilità è un liberarsi di responsabilità che non aiutano il figlio, ma nemmeno il genitore stesso ad una crescita personale.
A corroborare le parole della dott.ssa Ongaro, le testimonianza di Orazio Bergamelli e Daniela Lambri, genitori di Enrico che in un passaggio hanno evidenziato l’entusiasmo di sentirsi parte di un progetto iniziato per caso, ma via via pianificato, passo dopo passo, per il raggiungimento di obiettivi più alti. E’ stato il modo giusto per vivere intensamente il rapporto con Enrico. Daniela ha sottolineato come il judo, considerato sport individuale, in realtà possa diventare uno sport di squadra, considerando il gruppo di atleti un team compatto e pronto a sacrificare tempo e fatiche per aiutare i compagni a prepararsi per la gara importante.

Mauro Tosti ha raccontato come ha seguito il proprio figlio con discrezione, ma senza lasciare nulla al caso, fino ad iscriversi ad un corso di judo per capire meglio ciò che Giovanni stesse facendo e per poter condividere con lui alcune sensazioni.
Sia Orazio che Mauro hanno anche fatto notare come la collaborazione con le rispettive consorti, Daniela e Chiara, sia stata importante per comprendere sfumature diverse del proprio figlio.
Giovanni Tosti, presente all’incontro, ha parlato del rapporto con i suoi genitori e ne ha riconosciuto il grande impegno dal punto di vista emotivo, fino a “confessare” in un bel passaggio, che nonostante i momenti di crisi, che vanno risolti personalmente e con uno sforzo del tutto individuale, vi è un punto di riferimento molto forte nella famiglia, comunque vadano le cose. E questo è stato costruito nel tempo e con impegno da parte di tutti.

Edoardo Genovesi ha infine voluto aggiungere l’importanza dell’interazione costante e consapevole del “team famiglia” con il “team sportivo”, per rendere armonico il lavoro verso gli obiettivi prefissati e ha esortato i genitori presenti a scegliere con oculatezza le società sportive, affinché siano garanzia di serietà e qualità, più che di comodità.
Dopo gli interventi, alcuni genitori hanno preso la parola, con domande e osservazioni appassionate, a dimostrazione dell’interesse suscitato dagli argomenti toccati.
Contemporaneamente all’incontro con i genitori, i figli e giovani atleti degli stessi, hanno partecipato ad un allenamento condotto dal nostro tecnico Lorenzo Brasi, che ha tenuto un’apprezzata lezione sul passaggio da tecniche in piedi a tecniche a terra.

“Improve your Club” sbarca di nuovo a Dalmine con lo stage stellare organizzato dal CRL

Dopo il primo esperimento bergamasco di “Improve your club”, ottimamente riuscito e targato Body Park 2017, in cui il maestro ospite è stato niente meno che Hiroshi Katanishi, il CUS Bergamo ha nuovamente ospitato il 12 e 13 gennaio 2019 lo stage organizzato dal CRL sotto l’egida del IJF.

Le due giornate hanno visto sfilare docenti eccezionali, per un totale di nove ore di lavoro sul tatami e un allenamento dedicato alle categorie esordienti/cadetti.

Dopo le presentazioni dello staff da parte del Vicepresidente regionale Cinzia Cavazzuti e dal consigliere Andrea Sozzi, ad aprire i lavori è stato Patrick Roux, medaglia europea e mondiale e tecnico di grandissimo valore, che ha sintetizzato il programma dello stage e ha chiarito gli obiettivi degli interventi proposti, tra cui quello di Pino Maddaloni, che nella mattinata ha imperniato la propria lezione sul cambio di direzione e quelli dei russi Batradz Kiamatzov e Ivan Nifontov che rispettivamente hanno proposto le tecniche di gamba come prodromiche all’attacco principale e il concetto delle combinazioni atte a preparare la tecnica risolutiva.

Jean Pierre Gibert si è invece soffermato sul collegamento da in piedi a terra, sfruttando le proprie note competenze nel ne waza.

Patrick Roux ha scelto di parlare di cinetica del movimento e di come sia necessario sfruttare al meglio le catene muscolari per ottenere un gesto forte ed efficace. Grande interesse hanno suscitato anche gli interventi di Stefano Frassinelli, preparatore atletico della nazionale russa, che ha sottolineato l’importanza del lavoro sulla coordinazione, legata alla preparazione fisica, per arrivare ad un movimento di alta qualità.

Per il Body Park hanno partecipato Fabrizio Aldegani, Mattia Balestra, Manuel Bazzana, Andrea Biffi, Giada Brolis, Alex Carminati, Renato Daprà, Matteo Daprà, Aloce Magoni, Massimiliano Maino, Armando Monforte, Martina Personeni, Alessio Pini, Alice Noris,Giovanni Tosti, Lorenzo Turino e Federico Zonca.

Presenti al completo i tecnici dell’Associazione Lorenzo Brasi, Davide Benaglia, Paolo Cuminetti, Gabriele Dolci, Edoardo Genovesi, Emilio Maino, Mauro Pasta, Federica Porfirio, Arturo Teramo, Fernando Vranic.

Hanno partecipato all’allenamento tenuto dai tecnici sovietici gli esordienti Ruben Beretta, Diego Gritti, Matilde Ortenzi, Nicola Pessina, Alex terzi e i cadetti.