BODY PARK JUDO CUS BERGAMO ASD

Iscrizione anno 2020-2021

Se è la prima volta che ti iscrivi, clicca sul tasto “NUOVO SOCIO” e alla fine della procedura scarica il modulo di “RICHIESTA DI AMMISSIONE A SOCIO”, compilalo, firmalo e portane una copia in palestra al nostro insegnante. In caso di reiscrizione ai corsi per l’anno 2020-2021, clicca sul tasto “REISCRIZIONE”.

CHI SIAMO

La nostra Associazione Sportiva nasce nel 1989 grazie a Pierattilio Maino (6° dan).

A Ponte S. Pietro si gettano le basi di quella che, in oltre trent’anni di vita, è divenuta la più grande realtà Judoistica della Regione Lombardia con 9 sedi attive, 550 soci praticanti, 20 insegnanti abilitati e molti collaboratori.
La proposta delle nostre attività si rivolge ad un’ampia rosa di partecipanti: bambini (consigliamo la frequenza sin dai 4 anni, nei corsi rivolti alla materna), ragazzi, disabili, adulti senza limite di età.

Ciò si realizza attraverso la gestione di 32 corsi di Judo, uno di difesa personale e un corso di Ju Jutsu tradizionale attivi a Bergamo, Albino, Almè, Dalmine, Gorle, Pedrengo, Ponte S.Pietro, Seriate, Sotto il Monte.

CORSI E ALLENAMENTI JUDO

In oltre trent’anni di vita abbiamo cercato di arricchire e completare l’offerta con la progettazione e l’organizzazione di molti corsi ed eventi rivolti soprattutto alle fasce giovanili.

  • Judo e Scuola Materna
  • Judo Elementari, Medie e Superiori
  • Judo adulti e giovani
  • Judo Agonistico
  • Judo Disabili
  • Judo Goshin Jutsu
  • Ju Jutsu tradizionale
  • Bodyweight e Cross Training
  • Progetti scolastici e CRE

INSEGNANTI JUDO

Lo staff tecnico è costituito da insegnanti che hanno conseguito l’abilitazione federale come Aspirante Allenatore, Allenatore, Istruttore e Maestro.

Cinque di essi sono professionisti del settore sportivo (Diploma ISEF/Laurea in Scienze Motorie) e la maggior parte dei docenti ha grandissima esperienza nell’insegnamento, sia con i bambini che con i ragazzi e gli adulti.

Il gruppo di insegnanti è affiancato da giovani collaboratori (alcuni dei quali laureandi o laureati in Scienze Motorie) che potenziano e arricchiscono il lavoro sul tatami.

NEWS

“L’appendino del judo”: esce per Amazon la nuova fatica editoriale di Davide Benaglia 6 Agosto, 2020

La chiacchierata con Davide Benaglia parte all’ombra di un gazebo e davanti ad una tazza di caffè e prima d uni approdare al tema principale, passa per qualche vecchio ricordo comune e le attuali preoccupazioni per la nuova stagione che a settembre prenderà il via. Stiamo parlando di circa cinquant’anni di vita in cui le nostre storie si sono spesso incrociate, il più delle volte su un tatami.

Come nasce l’idea di questo nuovo libro?

E’ un’idea che nasce da tante idee, che ho raccolto negli anni, prendendo appunti e disegnando sugli improbabili supporti che mi capitavano ia tiro: fazzoletti, un tovagliolo di carta, sul braccio…li ho conservati e recuparati al momento giusto. Alcune di queste idee sono già state pubblicate, in forma del tutto privata, in piccoli libri che ho regalato agli studenti durante la mia attività di insegnamento.

Il momento giusto è stato il lockdown?

Ogni momento, anche il più difficile, offre un’opportunità. Il lockdown mi ha regalato del tempo, che ho utilizzato per organizzare questi scritti e dargli una veste grafica da pubblicare ufficialmente attraverso Amazon.

A cosa si deve il titolo del libro?

Lo spiego nel libro, citando lo psicologo J. Bruner. L’appendino o appendiabiti è il supporto che ci permette di impedire all’indumento di cadere per terra. L’insegnante ha il compito di controllare quali sono le conoscenze di base del proprio studente prima di aggiungere ad esse qualcosa di nuovo. Altrimenti il rischio è che la lezione impartita sia inutile, inefficace, che “cada nel vuoto”.

A chi è rivolto il libro?

In particolare, per come è concepito, ai giovani studenti. Non vuole essere un’opera che leggi in poltrona, ma un diario, un’agenda, che porti con te e che tiri fuori quando hai bisogno di uno spunto o quando vuoi appuntarti qualcosa che ritieni importante: uno stage, una tecnica, un passaggio, una variante…
Il linguaggio è semplice, i testi concisi. Sono un illustratore, è inevitabile che io ragioni per immagini, anche se testuali. L’immagine o il breve testo sono immediati, metaforici, richiedono un’interpretazione, ma anche una elaborazione continua.

Chi sono i tuoi maestri di riferimento?

Ho alcuni maestri che mi hanno ispirato e che continuano ad essere i miei “sensei” anche senza la necessità di vederli spesso. Lo sono proprio per come la loro presenza è costante in tutto ciò che faccio.
Bruno Bozzetto, Hiroshi Katanishi, Yutaka Asami, Keiko Wakabayashi. Questi sono i nomi che mi vengono in mente perché li ho sempre in mente e nel cuore.

Quali sono le differenze che riconosci tra oriente e occidente nelle arti marziali?

Sicuramente il concetto di agonismo è vissuto in modo diverso dagli orientali: ricordo che il maestro Kashiwazaki, durante uno stage, ha spiegato che i giapponesi praticano tanto randori, anche attraverso la competizione, soprattutto per cercare di perfezionarsi. L’agonismo diventa uno specchio, in cui riconoscere ciò che funziona e ciò che va migliorato. E tutto viene riportato in palestra per continuare questa ricerca…la medaglia è una conseguenza, non un obiettivo. In occidente quest’ultimo concetto è stato ribaltato.

Grazie Davide, alla prossima!

(Davide Benaglia ha scritto e illustrato “Divertiamoci con il judo” edito da Rizzoli e illustrato il libro “L’insegnamento della didattica nel judo” edito da Carabà)

…continua a leggere.

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Tel. 349 4717022
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