BODY PARK JUDO CUS BERGAMO ASD

News

Protagonisti i giovani judoka del Body Park a Brescia per il Meeting d’inverno organizzato dalla Forza & Costanza

 
Venti giovani leve del Body Park, nati tra il 2007 e il 2011, si sono dati appuntamento a Brescia domenica 9 dicembre, in occasione della manifestazione giovanile organizzata dalla Forza & Costanza Brescia, in collaborazione con J.C. Capelletti, KdK Cremona e Body Park Judo CUS Bergamo ASD e patrocinata dal Comitato Lombardo. Location perfetta quella del Palazzetto San Filippo, con grandi spazi, che hanno accolto i circa 250 atleti convenuti.

La formula di gara ha visto i giovani judoka cimentarsi in quattro prove: randori in piedi, randori a terra, yakusoku geiko e percorso motorio. A conclusione di ogni stazione, i gruppi sono stati accompagnati alle premiazioni, per la gioia dei bambini, che sono saliti sul podio in quattro occasioni, tornando a casa con un bel bottino di medaglie!

Hanno partecipato per i colori gialloblu i seguentiu allievi: Pietro Cestari, Gaia Marrosu, Ernest Baran, Federico Palazzini e Pietro Cossali (Seriate), Luca Capelli, Pietro Forcella, Axel Perico, Alessia Gusmini e Diego Crevena (Almè), Matilde e Leonardo Barbato, Alberto Mussumeci e Federico Nervi (Città Alta), Viola Cadei, Giorgio Cantù e Vincenzo Cucinotta (Gorle), Emma Ialenti e Beatrice Baldrocco (Sotto il Monte), Angelo Pavesi (Dalmine). Tutti i partecipanti si sono detti soddisfatti della mattinata, compresi gli accompagnatori Lorenzo Brasi e Edoardo Genovesi.

Tra gli arbitri della giornata anche quattro nostri atleti, che si sono resi disponibili per supportare l’organizzazione bresciana: Dario Mazzola, Alessio Pini, Massimiliano Maino e Manuel Bazzana.

      

 

Il Body Park rende omaggio a Michele Monti, prematuramente scomparso: buon viaggio, guerriero.

Nella settimana appena conclusa è morto, dopo una malattia con cui ha combattuto sino all’ultimo secondo, il campione di judo Michele Monti.
Da grande judoka ci ha creduto fino alla fine, non ha mai mollato. Il Body Park lo ha conosciuto ad uno Stage dei Campioni, in cui ha rilasciato un’intervista che vi riproponiamo.
L’associazione si stringe intorno ai famigliari per l’ultimo saluto: buon viaggio, guerriero.

Body Park festeggia la promozione a 6° dan dei Maestri Edoardo Genovesi e Emilio Maino

Domenica 25 novembre si sono tenuti a Lido di Ostia i primi esami nazionali valevoli per la qualifica a 6° Dan (cintura biancorossa). In realtà è la seconda volta nella storia della Federazione, che la stessa dia la possibilità ai propri tecnici di accedere ad esami per verificarne le competenze tecniche e culturali e assegnare meritatamente un alto grado. La prima volta accadde circa sette anni fa, ma fu un episodio isolato. L’anno successivo fu subito abolito.

Dal sesto al decimo Dan, i gradi si sono sempre acquisiti “motu proprio”, cioè assegnati da chi ha il potere per farlo. Fortunatamente l’attuale Consiglio Federale e la Commissione Nazionale Insegnanti Tecnici, composta dai Maestri Caldarelli, Crescini e Innella, ha imposto una modalità diversa, maggiormente meritocratica e democratica, dando così la possibilità a chi ne abbia le caratteristiche, di accedere per titoli e risultati ad un bando nazionale selettivo e di pubblicazione biennale.

Hanno risposto alla chiamata sessantadue Maestri e i primi trenta, tra i quali i tecnici del Body Park Edoardo Genovesi (4° in graduatoria) ed Emilio Maino (23°), hanno potuto prepararsi tra settembre e novembre a questo appuntamento.
Prerequisiti richiesti sono stati per tutti l’anzianità nel grado precedente (almeno 7 anni con il 5° Dan), il grado di Maestro, pubblicazioni scientifiche e culturali sulla materia judo, risultati personali o dei propri atleti a livello nazionale e internazionale, cariche ricoperte a livello societario o federale, con relativo punteggio assegnato a seconda delle dichiarazioni dei candidati. Passato il primo scoglio, i Maestri Genovesi e Maino hanno redatto una tesi dal titolo “studio e progressione didattica di una tecnica a scelta del candidato, da sviluppare nei settori bambini, preagonisti, agonisti e amatori” e preparato due kata, uno obbligatorio (Itsutsu No Kata) e uno a scelta (Ju No Kata), terminando con una tecnica opzionale da mostrare in tutte le sue sfaccettature (ko uchi gari per Genovesi e seoi nage per Maino).

Edoardo Genovesi, cinquantuno anni, è insegnante da trentadue anni, sia per il judo che per la scuola (presso il Liceo Scientifico Lussana di Bergamo e l’Università di Milano, settore Scienze Motorie), è Presidente dall’ultimo quadriennio, del Body park Judo CUS Bergamo e all’interno della Consulta del Comitato Regionale Lombardo, è responsabile del settore Scuola e Promozione. E’ tra i più giovani sesti Dan a livello nazionale.

Emilio Maino, cinquantasei anni, è attualmente consigliere del Body Park Judo CUS Bergamo ASD, è educatore professionale e si occupa di formazione. Insegna judo da trentuno anni ed è stato uno dei pionieri del judo adattato, aprendo e mantenendo vivo uno dei corsi più longevi del Body Park, quello per i ragazzi con disabilità.
Entrambi, nonostante le diversità di stile e attitudine che li contraddistingue da sempre, collaborano attivamente e stabilmente da vent’anni nell’associazione, contribuendo insieme ai tanti validissimi insegnanti e collaboratori, a mantenere vivo uno dei club di judo più importanti della Lombardia.

Gran Prix Esordienti A: Nicola Pessina medaglia d’argento. Quinto posto per Ruben Beretta

Domenica 18 novembre a Ciserano si è svolto il Gran Prix per Esordienti A (nati nel 2006), a cui hanno preso parte gli atleti gialloblu Nicola Pessina di Almè e Ruben Beretta di Albino.

A 40 kg parte molto bene Beretta, che batte Olmo Spilimbergo (Moving Club) grazie ad un ippon di o soto gari. Non riesce però a bissare il successo contro Luca Macchi (Le Sorgive) che lo batte con un seoi otoshi e nella finale per il bronzo è Alessandro Marino (Ronin Monza) ad avere la meglio marcando wazaari con seoi nage e ippon grazie ad un o soto gari. Quinta piazza per lui.

Meglio Nicola Pessina a 73 kg: l’atleta allenato da Mauro Pasta batte Alessandro Chiesa del Judo Nerviano per ippon, si fa sorprendere da Aleksandr Novikovas (Judo Vanzago) che anticipa un attacco un po’ largo di uchi mata e lo atterra in sukashi. Nicola però rimane concentrato e chiude il match con Sambou Tonga (Judo Sankaku Bergamo) grazie ad un tani otoshi da ippon e conquista una bella medaglia d’argento.

</di

Alice Noris medaglia d’oro al Torneo Cadetti Lombardia di Ciserano. Argento per Andrea Biffi

Quattro atleti per tre finali, due a lieto fine per una medaglia d’oro e una d’argento al collo di Alice Noris (52 kg) e Andrea Biffi (50 kg) con una che si interrompe ai piedi del podio per Matteo Daprà (60 kg). Tutto il team però plaude al risultato di Alice Noris, che dopo un tormentato periodo di sosta forzata e un paio di gare di assestamento, conquista il gradino alto e soprattutto fiducia nelle proprie possibilità, messe in discussione da lei stessa dopo le prime uscite poco fortunate. Ma sabato le tre atlete che ha incontrato non sono riuscite a fermare la sua voglia di riprendersi un posto al sole e così Giorgia Ivaldi del J.C. Corsico si è arresa ad un ko uchi gari valutato wazaari, che ha fatto da preludio all’ippon di uchi mata piazzato poco dopo.

Un’altra Giorgia, la Rivetta della F&C Brescia, ha provato a fermarla, ma anche in questo caso un doppio wazaari di seoi nage ha decretato la fine del match anzitempo. In finale basta una tecnica, morote seoi, per far sollevare verticalmente la mano all’arbitro e chiudere l’incontro con Sunayana Zarillo del Judo Fitness, e far salire Alice in vetta alla classifica.

Anche per Andrea Biffi (50 kg) il percorso prevedeva tre ostacoli da superare, in un girone all’italiana formato da ottimi atleti quali Del Nero, Pessina e Scaranari. Andrea, che è passato alla categoria di peso superiore, perde subito con Assan Pessina del Judo Castellanza, ma da grande combattente qual è, ferma prima del limite Matteo Del Nero (Centro Judo Como) e guadagna la medaglia d’argento battendo anche Luca Scaranari (Pol. Nippon), riuscendo a crearsi un varco nella difesa dell’avversario per chiudere con uno shime waza, dopo un incontro giocato soprattutto sulle abilità nella lotta a terra.

Quattro gli incontri disputati da Matteo Daprà a 60 kg, nuovo della categoria, ma capace di affermarsi in due occasioni e ben destreggiarsi tra i 16 atleti iscritti. Parte alla grande piazzando un sode tsurikomi goshi da ippon a Federico Rossi (J. Capiago), ma si fa fermare da Luca Marone (Sankaku Como) per doppio wazaari. Recuperato, si guadagna la finale per il bronzo battendo Giorgio Gandini (Judo Cernusco) ancora grazie ad un sode tsurikomi goshi da wazaari. Sarà però Andrea Cuccu (Judo Club Segrate) a salire sul podio, dopo un passaggio a terra in cui chiude al suolo Matteo per i fatidici venti secondi.

Tra i 66 kg, categoria molto numerosa con diciannove iscritti, Alex Carminati si impone su Giorgio Cottini (Robur et Fides) marcando wazaari di yoko tomoe e un altro di uchi mata, ma nel secondo match la spunta Alberto Magnano (Samurai Lecco), grazie ad un ippon di sode tsurikomi goshi che lascia più di un dubbio: infatti Carminati dopo aver effettuato un volo spettacolare è riuscito a gestire l’atterraggio, arrivando seduto. Il regolamento direbbe “no score”, ma non è dello stesso parere l’arbitro, che assegna addirittura ippon! Peccato per Alex, che ha i numeri per guadagnarsi una medaglia, che arriverà. Ha accompagnato la squadra orobica l’istruttore Fernando Vranic.

Trenta giovani atleti del Body Park in gara a Capriate: dieci le medaglie d’oro per il team orobico!

Domenica 11 novembre Body Park Judo CUS Bergamo ASD ha partecipato con un nutrito gruppo di atleti alla manifestazione giovanile organizzata dalla Coral Capriate di Gregorio Imperatore.

Ben dieci le ascese all’apice del podio, a conferma di buoni talenti in erba ed un lavoro di base che fa emergere le potenzialità dei bambini e ragazzi delle varie sedi dell’associazione. Tra queste conquistano tre ori ciascuna Città Alta  e Almè.

La prima con i fratelli Barbato, Matilde e Leonardo, che portano a casa un totale di cinque vittorie senza lasciare nulla agli altri partecipanti di poule. Ad essi si affianca Federico Nervi che si impone in tre occasioni a suon di ippon, sfoderando tai otoshi e morote seoi nage. Per Almè, gli allievi di Mauro Pasta guadagnano il gradino alto con Alessia Gusmini che riporta due vittorie, Luca Capelli con tre limpidi ippon tra i quali un raro de ashi barai e Nicola Pessina che si impone in due occasioni nella propria poule.

Gli altri quattro ori se li spartiscono Albino, Gorle, Dalmine e Seriate a riprova di come il lavoro dei tecnici sia positivo in tutti i centri dell’associazione. Per Albino è Ruben Carrara a sfoggiare ottime qualità da samurai e con tre vittorie non lascia spazio agli avversari. A tenere alto il vessillo di Gorle è invece Alessandro Bernini che vince entrambi gli incontri in cui è impegnato, mentre Angelo Pavesi porta il successo presso la sede del CUS Bergamo a Dalmine, sotto lo sguardo soddisfatto del suo tecnico Davide Benaglia. Infine con tre decisi successi è Ernest Baran a farsi luce tra i giovani di Seriate.

Non sono però mancate ottime prestazioni anche tra coloro che pur non conquistando l’oro, hanno dato tutto e riportato qualche qualche vittoria: sono infatti d’argento le medaglie conquistate da Tancredi Tresoldi (Città Alta) che vince un incontro, così come Pietro Cestari (Seriate), Jacopo Mazzucco (Albino) e Pietro Forcella (Almè). Sempre secondo, ma con due incontri vinti su tre, Filippo Ortenzi di Gorle. Terzi classificati invece Lorenzo Rossi, Panza Nicola e Axel Perico di Almè, Alessandro Lochis e Gioele Bonfanti (Gorle), Leonardo Carrara, Maroccu Mattia di Albino, Giulio Torri e Matteo Marchisio di Città Alta, Ruben Beretta, Mattia Mazza, Gabriele Colleoni e Ferri Francesco di Ponte San Pietro, per concludere con Gaia Marrosu e Jacopo D’angelo di Seriate.

La manifestazione ha rispettato i tempi previsti, un plauso all’organizzazione. Appuntamento a Brescia per il “Trofeo d’inverno” il 9 dicembre.

Body Park festeggia tre nuovi 1° Dan: cintura nera per Mario Brugnetti, Renato Daprà e Lisa Testori. Federica Porfirio 2°Dan.

Domenica 11 novembre si sono svolti presso il palazzetto dello sport di Segrate gli esami per i passaggi di Dan, a cui ben tre atleti del Body Park Judo CUS Bergamo hanno preso parte, dopo un intenso periodo di allenamento e anni di pratica costante.
I nostri Renato Daprà e Mario Brugnetti si sono presentati prontissimi, per aver doviziosamente studiato in palestra tecniche e kata e aver affinato la preparazione frequentando il corso regionale nelle date programmate dal CRL durante il 2018. Lo stesso ha fatto Lisa Testori, affiancata in veste di uke da Giorgia Sarmenti, bravissima atleta che si è messa a disposizione di Lisa in questi mesi di preparazione, con vero spirito di servizio e di squadra.


Renato Daprà 52 anni, ha cominciato a praticare judo cinque anni or sono, portando il figlio Matteo in palestra: “ma era una scusa per poter cominciare a coltivare una passione che ho sempre avuto” confessa Renato, che in poco tempo ha bruciato le tappe, perché in realtà i suoi cinque anni valgono doppio, conteggiando i cinque/sei allenamenti settimanali e gli innumerevoli stage a cui ha partecipato, nonché la disponibilità che mette anche nella società, in qualità di Consigliere. Anche Mario Brugnetti che ha la metà degli anni di Renato, ma il triplo in termini di pratica judoistica, corona un bel sogno nel migliore dei modi, sfoderando una bella prestazione in entrambi i kata (nage e katame). “Sono contento – aggiunge Mario – abbiamo mostrato un bel judo a detta di tutti e di questo dobbiamo ringraziare i nostri maestri e la società Body Park”. Contentissima anche Lisa Testori, diplomata presso il Lussana e ora studentessa di Scienze Motorie alla Facoltà di Milano. “Sono partita in sordina, dovendo mostrare un renraku al suolo meno conosciuto, per poi crescere durante l’esame, dove ho dimostrato di padroneggiare anche la parte storica della materia”.

Renato, Lisa e Mario sono tre splendidi esempi di judoka: sempre disponibili verso gli altri, seri e impegnati negli allenamenti, cercano di trarre il meglio da ogni esperienza per sé stessi e gli altri. Tutto il Body Park si complimenta con loro! I complimenti dell’associazione vanno anche a Federica Porfirio, che da quest’anno fa parte del sodalizio gialloblù come insegnante a Sotto il Monte e che ha meritatamente conquistato il secondo Dan, insieme ad un’altra vecchia conoscenza del Body Park, la brava Sara De Zordo.

Body Park al Torneo Internazionale “Sankaku” 2018: il più bravo è Andrea Biffi, argento. Quinto Giuseppe Pulcini

  

Giunto alla sua 29^ edizione, il torneo internazionale “Sankaku”, mantiene inalterato il proprio fascino, richiamando l’attenzione di blasonati club italiani e stranieri e dando l’opportunità ai molti orobici presenti, di poter partecipare ad una gara impegnativa a km 0. Presenti sei atleti del team gialloblu, tra cadetti e seniores, con l’assenza di Matteo Daprà tra i cadetti e quella di Massimiliano Maino e Giada Brolis tra gli juniores, entrambi reduci da infortuni.
Su tutti spicca la prestazione di Andrea Biffi, al primo anno cadetti, che con due brillanti vittorie e la sconfitta in finale, si piazza al secondo posto, conquistando un argento che mancava da un po’ nel medagliere del Body Park in questo torneo. Biffi, iscritto a 46 kg, esordisce con la vittoria su Luca Bonini (La Villa) grazie ad un wazaari di seoi a sinistra. In semifinale batte per ippon di gaeshi lo spagnolo Gorka Gracia Garijo ed è solo Vadim Sova dell’Accademia Torino a fermare l’orobico, che però si fa rispettare combattendo un ottimo incontro. Seconda piazza, ma solo in ordine di prestazione, va a Giuseppe Pulcini (66 kg cadetti) che si classifica al quinto posto, migliorando la settima posizione dello scorso anno, ma non riuscendo nemmeno in questo caso a salire sul podio. Il primo incontro lo vede opposto al laziale Maccarelli (Harmony), che batte per wazaari.

 

Negli ottavi trova lo svizzero Jannick Zimmerman, che capitola grazie ad una controtecnica valutata wazaari. Dopo le prime due vittorie conquistate a wazaari, arriva l’ippon nei quarti di finale, inflitto a Martin Tomasella (Judo Vittorio Veneto) grazie ad un perfetto o goshi. Giunto alla semifinale Pulcini si spegne e prende un ippon di sode tsuri da Alessandro Panata (Accademia Torino) e nella finale per il bronzo, pur marcando wazaari per primo, ancora con o goshi, viene rimontato da un doppio wazaari: prima con un sutemi e poi con un o goshi che chiude l’incontro. Peccato, perché Leonardo Piccolo (Akiyama), pur essendo un osso duro e avendo anche vinto un campionato italiano a 60 kg, sembrava essere saldamente nelle mani di Pulcini. Nella stessa categoria di peso un solo incontro, sfortunato, per Alex Carminati, che viene sconfitto da Leonardo Piccolo per doppio wazaari e si infortuna al collo, dovendo così rinunciare ai ripescaggi. Anche per Alice Noris a 52 kg la gara si risolve con una sconfitta, subita per mano della piemontese Paola Luppino (Unisport) che le infligge un doppio wazaari con un gaeshi prima, per concludere in seoi nage. Tra i senior non va meglio: Dario Mazzola e Alessio Pini, entrambi iscritti a 73 kg, si fermano rispettivamente al primo e al secondo incontro. Alessio vince con Matteo Anzani (Robur et Fides Varese) con un wazaari di morote a cui fa seguito un altro wazaari di sukashi nage. Nel secondo incontro perde con Daniele Compagnoni (Le Sorgive): in vantaggio per un wazaari, si distrae e prende un o soto gari da ippon. Per Dario un bell’incontro con Antonio Cau (Porto Torres) che però è costretto ad abbandonare anzitempo per un infortunio al gomito.

 

Dario Mazzola e Massimiliano Maino sul gradino più alto del podio al 6° “Trofeo Camuno” di Costa Volpino

Mazzola e Maino, a 81 kg, ma in due categorie d’età diverse, hanno ottenuto il risultato migliore della squadra Body Park, conquistando l’oro al Trofeo Camuno svoltosi a Costa Volpino domenica 28 ottobre.
Mazzola mancava da qualche tempo dalle gare, causa studio e lavoro, ma non ha perso lo smalto, chiudendo i conti con due vittorie su Tommaso Maioli del Bu Sen Milano, bloccato quanto basta con la schiena a terra per ottenere un wazaari di scarto e su Danilo Iaquinta (Jigoro Kano Milano), ritiratosi per infortunio. Anche Massimiliano Maino conquista due vittorie limpide: la prima su Mattia Andriani del Kokoro, costringendolo alla resa grazie ad una leva articolare, mentre la seconda sul compagno di squadra Mattia Balestra, sconfitto per doppio wazaari prima con un gaeshi e poi infilando un buon colpo d’anca. Lo stesso Balestra guadagna un meritato argento, sconfiggendo a sua volta Andriani con un harai goshi valutato ippon.

Gli 81 kg non sono stati però i soli a garantire medaglie al team gialloblu. Spiccano infatti altri quattro argenti, vinti da Alessandro Mandotti nella categoria +100 kg pur sconfitto dall’unico avversario, il moldavo Iurie Taraburca e da Alice Noris, che è ritornata alle competizioni dopo un lungo stop e che pur sconfitta da Giorgia Rivetta della Forza & Costanza, si impone su Sunayana Zerillo del Franciacorta Fitness salendo così sul podio, sostenuta dal fidanzato Enrico Bergamelli, il campione europeo cadetti 90 kg 2017 ora in forza ai Carabinieri. Altro argento per Alex Carminati (66 kg cadetti), che parte bene contro Dennis Pirotta (Judo Montorfano), battuto grazie ad un harai goshi (wazaari), ma viene però bloccato da Simone Corbetta (Judo Mediglia) con un wazaari di ko uchi gari.

Lo stesso Corbetta si impone sull’atro atleta Body Park, Andrea Zonca e guadagna la medaglia d’oro, mentre un lieve infortunio impedisce a Zonca di proseguire la gara, piazzandosi comunque al terzo posto. Buon argento anche per Matteo Daprà (55 kg cadetti), che vince due incontri, piazzando un sode tsuri da wazaari a Riccardo Biscaro (Judo Mediglia), a cui fa seguire un ippon di tai otoshi. Nel secondo match costringe a tre shido Francesco Martani del KdK Cremona e vola in finale, dove però si deve accontentare dell’argento, perché il seoi otoshi di Stefano Avella (Judo Club Lissone), marcato wazaari, non gli lascia scampo. Infine bronzo per Armando Monforte (73 kg juniores), che pur sconfitto in avvio di gara dal bergamasco Emiliano Filisetti (Ponteranica) per un ippon di harai goshi, centra la medaglia grazie a due begli incontri prima su Canova (doppio wazaari di o soto otoshi) e poi nella finalina con un ippon di ko soto gake.

Questi risultati hanno permesso alla società di terminare al sesto posto nella classifica generale e soprattutto hanno scaldato i motori per l’imminente Trofeo Internazionale “Sankaku”. Soddisfatto il tecnico Paolo Cuminetti, che ha seguito l’intera giornata di gare e ha raccolto ottime impressioni e informazioni utili da trasferire in allenamento.

 

Formazione 2018 Body Park alla Ca’Matta con Keiko Wakabayashi e Lucia Castelli

Archiviata con successo anche l’edizione 2018 della formazione alla Ca’Matta, che ha visto la presenza della Maestra Keiko Wakabayashi, nostra conoscenza da tempo grazie ai contatti che soprattutto Davide Benaglia ha saputo tenere accesi nel tempo e a Lucia Castelli, docente di Scienze Motorie e pedagogista, già nostra ospite in passato per progetti sempre inerenti la formazione. La due giorni alla Maresana resta un appuntamento imprescindibile e capace di cementare le relazioni tra i tecnici e i collaboratori, oltre che arricchirne il bagaglio culturale, prerogativa indispensabile per poter diventare buoni insegnanti e magari anche dei “Maestri”.

Keiko Wakabayashi, 88 anni, è un personaggio davvero eclettico e singolare. I quaranta partecipanti hanno potuto approfondire la sua conoscenza tecnica durante il sabato pomeriggio, dedicato ad esercizi di respirazione, all’uso dell’hara e del kiai, il cui accesso è consentito proprio a coloro che dedicano parte del loro tempo ad allenare anche il muscolo diaframmatico. Ma alla sera è venuta fuori l’umanità di Keiko, la sua storia, antica, vissuta in una famiglia di samurai, da cui ha appreso le tecniche e lo spirito guerriero. La madre le ha invece donato il lato poetico: l’amore per il canto lirico e per la musica. Keiko si è trasferita in Italia circa vent’anni fa, con la figlia e 21 gatti, mandando in tilt l’aeroporto di Narita.

Progetti per il futuro? Insegnare le arti marziali per i prossimi 12 anni….e alla domanda: qual è il segreto della sua vitalità ed energia? Keiko ha risposto con un sintetico : fare ciò che mi piace!
La domenica mattina è Lucia Castelli a tenere banco, con la sua professionalità ed esperienza, che conducono ancora una volta i quindici presenti alla tavola rotonda, nella didattica tra metodo induttivo e deduttivo, partecipativo e direttivo usando il judo come scusa per parlare di insegnamento in senso lato e quali siano le scelte da farsi quando ci si trova davanti ad un gruppo di allievi grandi o piccoli che siano.

Tra cena e pranzo, pernottamento e chiacchierate, i due giorni sono scivolati via leggeri, rafforzando quel legame forte che è caratteristico della nostra associazione. A coordinare tutte le fasi organizzative Emilio Maino, a cui si sono aggiunti come tasselli di un puzzle Lorenzo Brasi, Davide Benaglia, Cristina Bonomi, Fernando Vranic, Renato Daprà, Fabrizio Aldegani, Mario Brugnetti e i favolosi cuochi Renata e Maurizio. Tutti hanno concorso, come succede in una squadra affiatata, a rendere magici questi due giorni.

L’ultimo grazie va a Flavia MIlesi, dell’Associazione Kokoro, che ha fatto da interprete a Keiko contribuendo, grazie alla sua profonda conoscenza della lingua, ad addentrarci nella vita leggendaria della Maestra Keiko Wakabayashi.